Interclub 14 luglio 2010
Gabriele Albertini, Sindaco di Milano per due legislature, dal 1997 al 2006, ora europarlamentare ove ricopre l’importante incarico di Presidente della Commissione Affari Esteri per l’Europa, è stato il protagonista della Conviviale svoltasi questa sera al Ristorante La Clochette di Solarolo Rainerio per presentare il suo ultimo libro “Sindaco senza frontiere”.
L’incontro è stato promosso in Interclub dal Rotary Casalmaggiore Oglio Po, dal Rotary Casalmaggiore Viadana Sabbioneta e dal Rotary Piadena Oglio Chiese.
L’Onorevole Albertini è entrato subito nel tema del suo libro con il quale ha voluto portare a conoscenza dei lettori le linee strategiche e operative adottate nel corso del suo decennale mandato, convinto che fossero le carte vincenti per riportare Milano ai livelli che gli competono in Italia e nel mondo.
Al di là delle molteplici realizzazioni nelle infrastrutture e nel governo della città, il Sindaco Albertini ha impostato il suo mandato su tre indirizzi fondamentali.
I rapporti con tutti i Sindaci delle maggiori città del mondo per instaurare una sana competizione ed una forte collaborazione competitiva finalizzate a promuovere le migliori iniziative capace di portare ad una forte innovazione nel campo della reindustrializzazione, nel campo dei servizi, nella sfera delle idee e dell’ingegno.
La seconda idea fu quella di portare al cantiere della politica estera in senso esteso, l’esperienza specifica di Milano da sempre città dalla forte connotazione industriale nei più svariati settori e dalla marcata specializzazione economico-finanziaria, con la presenza di 27 Università.
Il terzo cardine fu la valorizzazione del capitale delle nostre conoscenze tecnologiche, industriali e progettuali. Un esempio eclatante è un quartiere di Amman realizzato sul modello della nostra Milano e sotto la direzione di un architetto italiano. In sintesi una politica estera di Milano nel mondo.
E a suffragare la validità di questa politica e di questi principi basilari, il Dr Alberrtini ha citato questo episodio.
Nel maggio del 2000 il signor Spaski rappresentante della Russia progettò il viaggio di Putin in Italia con tappe a Roma ( aspetti politici) e Milano per avere un confronto diretto con il mondo imprenditoriale della città milanese.
Il Governo italiano non accolse la proposta ed allora Milano superando il protocollo con uno stratagemma pensò di mettere a disposizione Palazzo Carmagnola per l’insediamento di una Fondazione italo-russa per favorire lo sviluppo dei rapporti fra i due paesi.
Per facilitare il buon esito dell’iniziativa il Sindaco Albertini promosse una visita a Mosca dell’Orchestra del Teatro della Scala sotto la direzione del Maestro Muti che con una strepitosa esecuzione conquistò il pubblico e le numerose autorità presenti.
Al termine del concerto un gruppo di uomini in nero ( altezza 1.90 e larghezza 1 m.) si avvicinò al perplesso Sindaco Albertini e al centro della scorta apparvero due piccoli burocrati che invitarono l’ospite italiano in un retropalco dove era ad attenderlo il Presidente Putin.
Questi, evidentemente contrariato dallo scarso entusiasmo con il quale il Governo italiano aveva (non) accolto il progetto di visita, ricevette il Sindaco di Milano con una sguardo talmente gelido da provocargli i brividi lungo la schiena, per cui l’incontro iniziò nel peggior clima possibile.
Ma quando il Dr Albertini gli diede l’annuncio del dono che la città di Milano aveva riservato alla Russia sotto forma di disponibilità di Palazzo Carmagnola per la sede della Fondazione italo-russa lo sguardo diventò caldo e rassicurante e fu il segnale di una nuova amicizia che si è cementata nel tempo, dando vita ad una fruttuosa collaborazione.
Al termine della serata numerosi interventi ai quali l’illustre ospite ha riservato esaurienti risposte.
a cura di Giorgio Serini



